
Tutte le volte che accadono emergenze in Italia (terremoti, alluvioni, frane, ecc…) c’è sempre il problema di reperire le risorse per:
– risarcire aziende e famiglie che hanno subito danni;
– riparare e/o ricostruire le opere danneggiate;
– intervenire con opere per evitare altri eventi futuri.
Con il credito d’imposta cedibile (usato nel Superbonus 110% o una versione evoluta come il SIRE), è possibile finanziare queste emergenze il giorno dopo l’evento calamitoso, senza dover aspettare di reperire le risorse attraverso sui mercati finanziari con la solita manovra finanziaria.
Nei giorni successivi all’alluvione del 16-17 maggio 2023 in Emilia-Romagna, ci siamo subito mobilitati ed abbiamo elaborato una proposta di utilizzare il credito d’imposta cedibile per risarcire gli alluvionati, ma soprattutto per mettere subito in sicurezza il territorio ed evita il ripetersi di questi eventi terribili.
In questo documento (clicca qui per scaricarlo), abbiamo illustrato la nostra proposta e l’abbiamo inviata a tutti i sindaci dei comuni interessati, al Presidente della Regione Emilia-Romagna, alle massime cariche istituzionali nazionali, al Governo, al Ministro dell’Economia, oltre a tutti i Parlamentari di Camera e Senato. TUTTI.


In un articolo su Scenari Economici del 15 giugno 2023, abbiamo ricordato che lo strumento del credito d’imposta cedibile c’era già ed era ancora utilizzabile per gli eventi meteorologici avvenuti nel 2022 nelle Marche, bastava solo estendere la misura anche agli alluvionati dell’Emilia-Romagna.
Ma il credito d’imposta cedibile era ancora utilizzabile anche per le zone terremotate delle Marche e dell’Umbria, che hanno subito il terremoto nel 2016, per il quale non sono state ancora finanziate tutte le ricostruzioni.
Visto l’assordante silenzio di tutti i politici, del Governo e delle Istituzioni, abbiamo deciso di organizzare anche un Convegno dal titolo “Una Italia Positiva” alla Camera dei Deputati il 20 novembre 2023, dove abbiamo ribadito tutte le nostre proposte non solo per gli alluvionati dell’Emilia-Romagna, ma anche per tutto il resto dell’Italia, che aspetta da anni di vedere la luce in fondo al tunnel della crisi economica.
Giusto per toglierci il dubbio che la nostra voce non fosse arrivata abbastanza chiara in Emilia-Romagna, abbiamo anche deciso di organizzare un Convegno dal titolo “Alluvione Emilia-Romagna: ricostruzione e messa in sicurezza” del 22 marzo 2024, nella sala biblioteca della Regione Emilia-Romagna, tra mille traversie e difficoltà perché le Istituzioni non volevano farci fare un convegno di questo tipo.
Ci siamo riusciti solo grazie alla caparbietà di Maura Catellani, consigliera regionale della Lega, ed all’evento hanno partecipato anche il senatore Marco Lisei di Fratelli d’Italia, gli altri consiglieri regionali Stefano Bargi, Andrea Liverani, Daniele Marchetti della Lega e Marco Mastacchi della Rete Civica.
I relatori sono stati Fabio Conditi, Presidente di Moneta Positiva, Alessandro Ierardi e Paolo Tintori (assente per un imprevisto Marco Cattaneo), mentre il moderatore è stato Fabio Dragoni.


Il Governo ovviamente non ha accolto la proposta per gli alluvionati dell’Emilia-Romagna, anche se comunque è stato usato lo strumento del credito d’imposta, ma senza la cedibilità e con la trasformazione in euro automatica da parte delle banche, con interessi a carico del Governo.
Addirittura il Governo ha cancellato definitivamente, con il Decreto Legge n. 39/2024, lo sconto in fattura e la cessione dei crediti edilizi su tutti gli interventi edilizi del Superbonus 110% (Decreto Rilancio n. 34/2020), lasciando in deroga solo gli interventi nelle zone terremotate di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e la realizzazione di strutture sociosanitarie e assistenziali. prima fino al 2024, poi fino al 2025.
Con il Decreto Legge n. 95/2025, questa possibilità per le zone terremotate è stata prorogata fino al 2026, segno che lo strumento del credito d’imposta cedibile funziona, quindi non è poi così negativo come è stato sempre raccontato dal Governo.
La nostra proposta è di utilizzare il credito d’imposta cedibile anche in altri settori della spesa pubblica, perché per lo Stato non è mai considerato debito pubblico. Inoltre, nella versione più evoluta del Sire, non verrebbe considerato neanche deficit, quindi permetterebbe di finanziare la spesa pubblica senza violare i vincoli di Maastricht. A questo punto è solo un problema di volontà politica.
